In memoria di ANI Il piccolo migrante deceduto nel carrello di un’aereo mentre cercava una vita migliore



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ANI   IL PICCOLO MIGRANTE   

Poesia di Giancarlo Santacatterina

 

Sembra una fiaba invece è tutto vero.

C’era una volta un bimbo nero nero

ricci i capelli, profondi i suoi occhi,

nel cuore un sogno: il paese dei balocchi.

 

Dove la vita regni  meno dura,

dove la fame non faccia paura,

dove la libertà  non resti un sogno     

e tutti sian fratelli nel bisogno               

 

Dove la pelle di un altro colore

non sia mai segno di minor valore,

dove non valga il concetto perverso

che  genera paura del  “diverso.”

 

Sogna città con  luci sfolgoranti,

auto di lusso ,  e poi …treni sfreccianti

su infiniti binari paralleli,

supersonici jet , grattacieli…

 

Il benessere  sogna, condiviso

e non soltanto una tazza di riso

(se ti va bene)  o un tozzo di pan duro 

senza nè  prospettive nè futuro.

 

E allora avanti,  armato di coraggio

ad inseguire quel  fatal miraggio

dell’Eldorado, sempre più deciso

a conquistare un pò di paradiso.

 

……………………………………………….

 

Dalla lusinga fortemente attratto      

una sera  trovasti di soppiatto

in quell’aereo  ben celato ostello

all’interno del  vano del carrello.

 

Via dall’Africa,  in volo fin lassù

verso quei luoghi che sognavi tu:

provando a trasformare la tua sorte

cercavi vita ma trovasti…  morte.

 

C’è chi non sceglie di morir per mare

eppur finisce poi per annegare :

Tu mio piccolo ANI hai scelto il cielo

come Gesù bambino “al freddo e al gelo”

 

Forse perchè  dentro il carrello assiso

eri ad un passo da quel paradiso

che si trova lassù  senza mai fine,

senza barriere e senza alcun confine.

 

…………………………………………………………

 

Or  mentre volge al  termine il tuo dramma

lontano dalle braccia della mamma

un’Europa opulenta si ridesta 

con tutt’altri pensieri per la testa.

 

Legge  i giornali che con gran dovizia

d’ogni dettaglio ne danno notizia

ai popoli “civili”,    a quella gente

a cui di te non gliene frega niente;

 

ma  che leggendo pieni di stupore

e commentando con finto dolore,

angelo nero,  parlano di te

davanti ad un cornetto e ad un caffè.

 

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