Intervista n. 4



Prosegue il nostro viaggio alla riscoperta delle tradizioni di Zaffaria. Con questa quarta intervista, eseguita alla sig.ra Leonardi Maria, la nostra ricerca si arricchisce di particolari interessanti che impreziosiscono il patrimonio etno-antropologico di Zaffaria. All’intervista, avvenuta il 6 Luglio del 2008 ed eseguita come sempre da Giuseppe D’Urso e Massimo Ferrara, ha partecipato attivamente anche la sig.ra Leonardi Domenica.

 

  • Da quanto tempo vive a Zaffaria?

Dal 18 Maggio del 1935, anno della mia nascita, quindi da settantatre anni.

  • Cosa ne pensa del paese ai giorni nostri?

Da un lato è migliorato perché è aumentata la popolazione, ma è anche peggiorato perché manca di sicurezza e tranquillità. In passato infatti tutti stavamo con le porte aperte e non c’era alcun rischio di furti. Oggi invece non è così. Abbiamo dovuto mettere anche le grate alle finestre.

  • Quali erano le tradizioni per la festa di S. Nicola?

Non ricordo la festa di S. Nicola, ma ritengo giusto che debba essere ripristinata.

  • E di quelle della festa della Madonna dell’Itria?

La festa della Madonna dell’Itria si faceva a Settembre, durava otto giorni e così si suddivideva: c’era la Novena, la preghiera dei Vespri, la Messa Solenne, ma non si effettuava la processione. Fu solo dopo che la seconda guerra mondiale terminò che padre Mondello, in segno di ringraziamento, organizzò la processione del quadro per le vie del paese. La sera sul torrente di Monalla avveniva la rappresentazione “du Cavadduzzu e l’omu sarbaggiu” e lo sparo dei fuochi d’artificio (per lo più “i ruteddi”).

I visitatori provenienti da S. Filippo solevano recitare dei versetti in forma di sfotto, poiché per la festa si sparavano pochi fuochi d’artificio:

 

“Ficiru a festa a Munalla

cu sette suffalori e na rutedda,

i genti si ricugghieru a padda

du culu ci nisceru li butedda”

 

  • Cosa si organizzava per Santa Sofia?

Per S. Sofia si celebrava una Messa Solenne ogni prima Domenica di Luglio. Poi, a Messa finita, si procedeva in processione in piazza con il quadro del Cuore di Gesù che veniva posto in un altare  montato in piazza e si consacrava il paese a S. Sofia.

  • Nell’ambito delle feste patronali cosa si cucinava?

Durante le feste patronali si usava cucinare “a canni ‘nfurnata” (la carne al forno).

  • Che ricordo ha delle celebrazioni degli Anni Santi?

Ho dei ricordi bellissimi. Noi siamo stati fortunati perché ne abbiamo visti tre, ma i miei genitori e i miei nonni non gli hanno visti perché dal 1800 sono trascorsi 150 anni perché si ripresentasse l’Anno Santo a Zaffaria. Gli Anni Santi sono avvenuti nel 1967, 1978, 1989. C’era tantissima gente che assisteva alle celebrazioni e per l’occasione la chiesa fece stampare immaginette e acquistò molte ceramiche.

  • Anticamente in paese si tramandavano leggende particolari?

No, non si tramandavano leggende particolari.

  • A Carnevale cosa si organizzava?

La gente si vestiva di Carnevale e girava per il paese. Un’usanza era che gli uomini si vestissero da donna e viceversa.

  • E’ dispiaciuta per le condizioni in cui versa la chiesavecchia?

Si, sono molto dispiaciuta, non dovevamo far ridurre la chiesavecchia in queste condizioni, poiché li sono sepolti i nostri antichi padri.

Nella chiesavecchia, infatti, c’era e c’è tutt’ora una fossa detta “fossa di S. Sofia” in cui venivano sepolte le persone che non erano ricche (era una sorta di fossa comune).

Chi invece era ricco, e i parenti potevano pagare tale servizio, veniva collocato nella cripta, situata sotto la chiesa. I defunti venivano sistemati in dei sedili posti a cerchio nelle stanze della cripta.

  • Cosa ne pensa del portone in bronzo?

E’ veramente bello, un’opera molto desiderata, perché da maggiore dignità alla nostra parrocchia che possiede un così grande privilegio.

  • Cosa augura per il futuro a questo paese?

Posso solo augurare che Zaffaria possa migliorare.

 

 

 

 

                                                                               GIUSEPPE D’URSO e MASSIMO FERRARA

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