Storia cultura e tradizioni



Nell’ambito del progetto “RISCOPRIAMO LA STORIA, LA CULTURA E LE TRADIZIONI DI ZAFFARIA”, noi ragazzi abbiamo deciso di intervistare alcune persone anziane del paese, che meglio ricordano aneddoti particolari, tradizioni, leggende e quant’altro di Zaffaria, per raccoglierle tutte nel sito della parrocchia e per riproporre determinate tradizioni durante le solennità dei Santi Patroni (S. Sofia, festeggiata il 18 Settembre; S. Nicola, festeggiato il 6 Dicembre e la Madonna di Odigitria, festeggiata il 22 Agosto).

La prima intervista, fatta al Signor Stefano Giaconia, è stata curata da Giuseppe D’Urso.

  • Da quanto tempo vive a Zaffaria?

Vivo in questo paese dal 1929, anno della mia nascita, quindi da quasi ottant’anni.

  • Cosa ne pensa del paese ai giorni nostri?

Il paese è molto cambiato. Prima eravamo in ottocento, ora con tutte le case e i palazzi che sono stati costruiti la popolazione è aumentata. Adesso siamo in cinquemila.

  • Cosa è cambiato rispetto ad un tempo?

Un tempo eravamo in pochi e c’era più tranquillità. Infatti ad esempio, durante la festa della Madonna dell’Itria, la nostra patrona, non c’era tutta quella gente che vi è ai giorni nostri: le sedie bastavano per tutti, la festa si celebrava nella contrada di Monalla e le persone  che partecipavano ai festeggiamenti non venivano dai paesi vicini ma erano tutti originari di Zaffaria.

  • Quali erano le tradizioni per la festa di S. Nicola?

Solitamente per la festa di S. Nicola in paese era presente un macellaio che preparava la carne al forno, per lo più castrato di agnello mista con la carne di bue. La gente dopo la Messa di Mezzogiorno si recava da questo macellaio per comprare questo tipo di carne, questa era una tradizione molto antica. Poi per la festa del Santo Patrono i pochi esercenti commerciali presenti in paese erano soliti addobbare le vetrine dei loro negozi. La festa avveniva ad Agosto.

  • E cosa mi dice del culto di S. Sofia?

S Sofia è stata messa un po’ da parte, era lei la Patrona principale di Zaffaria un tempo. Abbiamo ricostruito l’altare della Santa nell’attuale chiesa parrocchiale ma la Santa è stata un po’ dimenticata. Fino a quaranta-cinquanta anni fa si è svolta qualche volta la festa in onore di S. Sofia, ma purtroppo è passato molto tempo e non ricordo particolari delle celebrazioni in suo onore.

  • E di quello della Madonna di Odigitria?

La festa della Madonna di Odigitria si è sempre svolta nel Santuario dedicato in suo onore nella contrada di Monalla. Vi era la novena che iniziava nove giorni prima e durante il periodo della festa giungevano in paese diversi Sacerdoti che confessavano la gente che assisteva alle celebrazioni. Durante la festa della Madonna dell’Itria si  facevano dei fuochi pirotecnici particolari che consistevano nella rappresentazione “Du cavadduzzu e l’homu sabbaggiu” sul torrente di Monalla. In pratica la rappresentazione consisteva in una rissa o colluttazione tra due uomini: uno faceva il cavallo addossandosi una gabbia che aveva appunto la forma di un cavallo, l’altro, che rappresentava l’uomo selvaggio, si metteva una struttura che aveva la forma di un gigante. Nella lotta l’uomo selvaggio cercava di sopraffare il cavallo ed entrambi si sparavano dei mortaretti e fiaccole uno sull’altro fino a quando le munizioni non finivano. Vinceva chi aveva la fiaccola più duratura.

  • Sa se anticamente in paese si tramandavano leggende particolari?

No, non si tramandavano leggende particolari.

  • Nel periodo di Carnevale cosa si organizzava?

Nel periodo di carnevale si facevano delle maschere e in due case del paese si organizzavano delle feste e tutti stavamo in allegria ballando e scherzando.

 

  • E’ dispiaciuto per le condizioni in cui versa l’antica chiesa parrocchiale?

La chiesa vecchia purtroppo è stata abbandonata. Noi cerchiamo di recuperarla togliendo tutte le erbacce, ma ormai l’edificio è molto malandato: il tetto non c’è più e sono rimasti solo i muri perimetrali. Spero che con i progetti che si stanno realizzando presto la chiesavecchia possa ritrovare il suo antico splendore ed essere fruibile a tutti i paesani.

  • Secondo lei il privilegio dell’Anno Santo dovrebbe essere conosciuto da tutta Messina e non solo?

In realtà l’Anno Santo era molto conosciuto. Durante gli Anni Santi del novecento, che ho vissuto interamente, ogni giorno giungevano in paese pullman con a bordo anche turisti esteri. Era molto conosciuto poiché furono stampati numerosi manifesti e la RAI fece dei servizi in cui si parlava del paese e di questo privilegio che trasmetteva durante i telegiornali. Quindi giungevano pellegrini da Milano, da Roma, dalla Calabria, ma soprattutto dalla Sicilia. In certe giornate addirittura giungevano contemporaneamente fino a dieci pullman e tutti i pellegrini aspettavano il loro turno per assistere alla Messa.

  • Nelle principali feste cristiane (Natale, Pasqua) si svolgevano riti particolari?

No, non si svolgevano riti particolari, ma tutto avveniva con semplicità.

  • Cosa ne pensa del restauro della chiesa e del portone in bronzo?

E’ stata una cosa formidabile! Finalmente la nostra chiesa, dopo essere stati a disposizione di tutti i pellegrini giunti a Zaffaria per l’Anno Santo, ha avuto un portone degno di un tale privilegio.

  • Suggerimenti per la riqualificazione di Zaffaria?

Ma in realtà queste sono solo promesse e noi dobbiamo arrangiarci come sempre. Comunque sarebbe utile allargare lo stradale che collega la statale con il villaggio e ingrandire l’accesso del paese che è limitato.

  • Cosa augura per il futuro a questo paese?

Auguro a questo paese che si possa ingrandire e che vanga sistemato l’accesso del paese poiché è molto pericoloso per la presenza di due curve.

 

Il nostro augurio, invece, è che al più presto tutte le tradizioni assopite dal tempo possano essere risvegliate e che monumenti del paese come la chiesa vecchia, raro esempio di arte barocca a Messina, possano essere restaurati e resi fruibili.

 

 

 

 

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