CATECHESI



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TENIAMO PRESENTE CHE……………..

 Il catechismo è un “cammino di fede” e vuole coinvolgere i fanciulli ad acquisire la mentalità del Vangelo e aiutare le famiglie a riscoprire il proprio Battesimo e l’appartenenza lla Chiesa.

  1. I genitori, primi e insostituibili catechisti, sono chiamati ad accompagnare i propri figli camminando “insieme” ai catechisti parrocchiali e al Parroco, questo il compito delle riunioni mensili.
  2. La catechesi parrocchiale come ogni cammino richiede, una volta intrapreso, costanza e impegno, se si vuole arrivare alla meta.
  3. La catechesi non è solo un fatto intellettivo, ma sopratutto esperenziale. Per questo essa da sola, senza l’incontro con Gesù Cristo che ci aspetta alla Messa domenicale, è “incompleta“.
  4. Prima dei libri di catechesi e dei catechisti, viene la testimonianza dei genitori.
  5. I turni delle Prime Comunioni vengono stabiliti dal Parroco di anno in anno verso il mese di Maggio/Giugno.
  6. I vestiti delle Prime Comunioni vengono forniti dalla Parrocchia e ritirati dai genitori dopo preventive prove 15 giorni prima.
  7. Il fotografo della Messa di Prima Comunione è  “uno solo”, per una liturgia semplice e ordinata, ed è a discrezione del Parroco.
  8. La vera festa per noi e per i nostri bambini è il ricevere Gesù Eucarestia, tutto il resto è un corollario, secondario alla Messa di Prima Comunione.

                                                                                                                                                                                                                   Il Parroco

essere catechisti

Essere catechisti è un grande impegno, bellissimo ma pieno di responsabilità. Il catechista ha il compito di collaborare all’interno della parrocchia per formare i bambini/ragazzi alla mentalità di Cristo Gesùp prima di ricevere i Sacramenti. E’ colui che avendo conosciuto personalmente Cristo, comunica e trasmette questa conoscenza agli altri; infatti il termine catechista significa “colui che fa risuonare” il messaggio del Vangelo come un eco. Se non si ascolta la Parola e non la si vive non si possono trasmettere emozioni, ma solo nozioni. Per parlare ai bambini/ragazzi di Dio bisogna usare diversi linguaggi: dialogo, immagini, gioco, narrazione, teatro, musica, canto, utilizzati dopo un’attenta valutazione del gruppo affidato.

Dio mi ha cercata, mi ha raggiunto, è entrato nel mio cuore e mi ha fatto dire “sì” al ministero di catechista. Mi chiedo spesso se meritavo tutto questo,  se ho avuto e ho ancora le capacità di espletare questa mia missione. Il mio compito è quello di incontrare, insieme a Daniela Garufi, una volta la settimana 27 bambini; utilizziamo una metodologia adatta ad incuriosirli e stimolarli perché possano  conoscere e seguire Gesù, anche divertendosi. Guidiamo questo gruppo ormai da quattro anni e adesso è arrivato il momento tanto atteso: l’incontro con Gesù Eucaristia. Abbiamo cercato di coinvolgere e interessare anche i genitori con incontri mensili incentrati sulla Parola, perché riteniamo che è indispensabile che i bambini facciano esperienza cristiana in famiglia: i primi catechisti sono i genitori mentre noi  siamo solo un piccolo sostegno nella crescita della fede dei loro figli.

Il nostro desiderio è che questi bambini possano continuare a partecipare alle attività parrocchiali, anche dopo la prima comunione.
Il dovere di tutti i catechisti è quindi seminare, ma riusciamo a vedere e cogliere i frutti?

Liliana Zingales

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