Settimana della Cultura



TRACCE DI MEMORIA”

LA XII SETTIMANA DELLA CULTURA A ZAFFARIA TRA LUCI E OMBRE

In occasione della XII settimana della cultura organizzata in tutta Italia dal 16 al 25 Aprile, la Sovrintendenza dei beni culturali ed ambientali di Messina, in collaborazione con la parrocchia e l’Associazione Jobel, ha promosso delle visite guidate tra le emergenze architettoniche, artistiche e documentarie della parrocchia di S. Nicola di Bari e del villaggio di Zaffaria. Un’occasione unica che ha permesso la riscoperta di un luogo stupendo ricco di fascino e di storia quale è la chiesa vecchia: un gioiello architettonico che a causa dell’incuria dell’uomo, e non della natura che solo in parte può essere chiamata in causa, si trova in un assoluto stato di abbandono e di degrado. Questo abbandono durato più di cento anni ha comportato il crollo del catino absidale con la distruzione degli affreschi di Letterio Paladino (sec. XVIII) e la scomparsa della copertura e di tutti gli elementi decorativi.

L’obiettivo della Settimana della cultura, curata dalla Dottoressa Patrizia Somma del Servizio per i Beni Bibliografici e Archivistici, dalla Dottoressa Maria Pia Mistretta del Servizio per i Beni Storico-Artistici ed Etno-Antropologici e dall’architetto Enrico Zaccone che già nel 1992 aveva curato il restauro dei due portali barocchi della chiesa vecchia, ha il lodevole fine di evidenziare l’importanza dell’antico monumento, che necessità di urgentissimi lavori di restauro, e di porlo in un contesto territoriale più ampio.

L’inaugurazione del programma, che ha previsto l’illustrazione delle preziosissime opere custodite all’interno della parrocchia, l’indicazione dei siti in cui sorgeva la chiesa gentilizia di S. Pietro, la casa di Tommaso Cannizzaro, del palazzo Grano e la visita ai ruderi dell’antica chiesa parrocchiale, è avvenuta Lunedì 19 Aprile alle ore 17,00 e ha visto la partecipazione del Sovrintendente di Messina, il Dottore Rocco Scimone, della Dottoressa Grazia Musolino e dell’Architetto Maria Mercurio. Apprezzabile l’impegno del Sovrintendente che ha assicurato che si impegnerà a cercare i fondi alla Regione, in particolare all’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, per interventi di somma urgenza, anche se ohimè, purtroppo i fondi scarseggiano. Una nota stonata è stata la poca partecipazione del paese che a mio avviso risulta preoccupante, perché un ipotetico restauro della chiesa vecchia rappresenterebbe per il paese un’occasione per riappropriarsi delle propri radici e dei propri spazi storici.

La settimana della cultura è proseguita con le visite guidate alle scuole che hanno potuto apprezzare la ricchezza artistica che il paese e la parrocchia possiedono. In parrocchia agli studenti sono stati illustrati i pannelli didattici sulla chiesa vecchia e i suoi restauri, l’antica tradizione dell’Anno Santo, il corredo degli argenti e la manta di S. Sofia, le fonti archivistiche, la lettura iconografica dei dipinti di S. Sofia e S. Sebastiano, l’illustrazione dell’altare di S. Sofia in corso di restauro e cenni sull’attività di Catalogazione dei Beni culturali curato dalla Sovrintendenza.

In futuro saranno organizzati tanti atri eventi culturali che hanno il fine di illuminare le ombre presenti nella storia di Zaffaria, spero che il paese possa partecipare attivamente a organizzazioni di questo genere e possa riappropriarsi della sua storia e delle sue tradizioni.                                                                                                           GIUSEPPE D’URSO

Noi c’eravamo

In occasione della Settimana della Cultura, in collaborazione con la Sopraintendenza per i beni culturali e l’associazione Jobel, il 29 aprile è stata organizzata una visita guidata alla parrocchia S.Nicolò di Bari di Zafferia. La chiesa si trova nella piazza principale del paese, dove siamo stati accolti al nostro arrivo dalle guide e dal parroco padre Cardullo. Per prima ci è stato accuratamente presentato il portone caratteristico della chiesa, in cui vengono rappresentati da un lato l’Annunciazione e dall’altro il Sabato Santo. Nella borgata di Zafferia, infatti, si celebra un “Anno Santo” speciale ogni qual volta che il Sabato Santo coincide con l’Annunciazione ( 25 Marzo), si dice per concessione fatta dal Papa Sisto IV nel 1472 a Gianfilippo De  Lignamine, un medico di Zafferia che lo aveva guarito da una grave malattia. L’archivio della parrocchia conserva la documentazione dell’Anno Santo del 1690 . Furono celebrati gli anni Santi del 1769 e del 1780, poi ci fu una contesa con l’Arcivescovo di Messina, e si ricorse alla Santa Sede. Fu Pio VII che con Breve del 28 agosto 1816 riconcesse il privilegio. L’ultimo Anno Santo risale a quello che andava dall’8 aprile al 9 luglio del 1990, e ce ne sarà un altro nel 2063. Giovanni Paolo II ha concesso il privilegio in perpetuo con rescritto della Penitenziaria Apostolica del 12 novembre 1988. L’Arcivescovo di Messina , l’8 aprile 1998 ha dato il nome a tale anno “ Anno della Grande Indulgenza”.

In seguito ci è stato illustrato l’altare in corso di restauro dedicato a Santa Sofia, le operazioni di restauro però non modificheranno né abbelliranno ulteriormente l’altare, proprio perché la sua bellezza e unicità sono dovute soprattutto all’effetto del tempo. Dopo questo, ci è stata mostrata l’attività di catalogazione dei beni culturali e la presentazione e illustrazione delle fonti archivistiche della parrocchia. Infine abbiamo visitato i resti ruderali della Chiesa vecchia, rasa al suolo dal terremoto del 1908 e dall’indifferenza dell’uomo . La sua costruzione resa ai primi del Settecento, ma oggi è degradata e semidistrutta. In origine, aveva tre navate ripartite da pilastri ed era ricca di opere d’arte, tra le quali la tribuna affrescata da Letterio Palladino, alcuni altari policromi e decorazioni di stucchi con cherubini e motivi vegetali.  La nuova parrocchia sorse sul lato opposto del torrente rispetto all’antica, lì dove si è sviluppato più intensamente l’abitato di Zafferia. La sua costruzione fu causata dall’esigenza di fornire ai fedeli una parrocchia . Oggi nell’antica chiesa restano purtroppo ruderi, con un portale barocco arricchito di colonne tortili. Da essa è stata staccata la lapide che ricorda il privilegio dell’Anno Santo, ora murata all’entrata della nuova chiesa parrocchiale.

Lettera Famulari IIIA

(Ist.Comprensivo Manzoni)

Nessun commento ancora

Lascia un Commento

LETTURE DEL GIORNO

IL SANTO DEL GIORNO