Progetto “Oratorio”



Oratorio –  perchè ?

Il nostro Sacerdote padre Riccardo Cardullo e la  Comunità Parrocchiale di Zafferia ha scelto d’investire tempi ed energie sui giovani, perché è lì che si gioca il futuro e la continuità della fede cristiana, ecco perché il progetto Oratorio .

Cos’è l’Oratorio?

E’ un luogo di aggregazione, dove vita e fede si INCONTRANO vicendevolmente. Esso è composto dai sacerdoti, da laici adulti, da giovani e bambini che vivono e intendono proporre l’incontro con Gesù Cristo come “esperienza importante” per una realizzazione piena di ogni persona umana.

È un ambiente nel quale viene ricreato un clima favorevole per la prevenzione del male dell’indifferenza e della mediocrità e dove viene proposto un progetto di educazione alla fede, in cui tutta la comunità, la famiglia e i giovani stessi possono vivere da  protagonisti.

L’Oratorio, così impostato, non esiste per se stesso ma perche i giovani,sono chiamati ad “uscire”  e ad “entrare nella società” come veri uomini e perfetti cristiani.

Quando questo traguardo viene raggiunto, l’Oratorio dimostra di avere svolto  il suo compito e  di essere una realtà capace di fornire un grande servizio alla società civile.

I progetti cominciano con il volere di Dio.

Si alimentano con la preghiera incessante dei Credenti,

e si realizzano con le “braccia” di ogni uomo di buona volontà

Date  da ricordare per la realizzazione del nostro progetto:

19/12/2003  Preliminari d’accordo ( il costo dello stabile è di €. 85.000/00

Operazione un mattone per l’oratorio – obiettivo mettera da parte più soldi possibili e di settimana in settimana si è giunti il 4/07/2004 a 311 mattoni . Numerosi sono stati i mattoni pervenuti dai non residenti che si sono aggiunti ai precedenti.

Il 19/06/2004 Cena di beneficenza presso la villa Cianciafara.

il 18/12/2004 Accensione del mutuo col Banco di Sicilia per la cifra di €. 55.000

31/01/2005 Stpula del contratto di mutuo mensile di €. 570,00

 

 Questo è  il progetto presentato per l’approvazione 

oratorio

Cos’e l’oratorio?

L’oratorio è un luogo di accoglienza, amicizia e gioia.

Perché all’oratorio?

All’oratorio i bambini, gli adolescenti e i giovani crescono giocando, crescono pregando e vivono amando.

Dov’è l’oratorio?

L’oratorio è l’edificio costruito all’inizio del 1900 e situato dietro la chiesa Parrocchiale. Ha una superficie utile di mq 180 ed un giardino di mq 350.

Come si può sostenere l’iniziativa?

Per sostenere l’iniziativa alla quale collaborano già 101 famiglie si può offrire ogni mese un piccolo ma significativo contributo.

Come si fa per versare il proprio contributo?

Il contributo può essere versato sul c/c postale  n° 15954985

intestato a “Parrocchia San Nicolò di Bari in Zafferia98127 Messina

inserendo come causale pro oratorio”.

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oratorio finestra

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I disegni e la loro esecuzione sono di Antonella Luca

  1. Cos’è un Oratorio Salesiano?

L’oratorio è un ambiente educativo come lo ha voluto e inventato Don Bosco. Egli desiderava che ogni opera salesiana si distinguesse per essere una casa che accoglie, che evangelizza e che educa alla vita nei suoi più vari aspetti: dalla cultura al teatro, dalla musica allo sport e al tempo libero. Spazi aperti, luoghi di ritrovo e di svago, chiesa, scuola, teatri, ma soprattutto giovani … Sono i giovani, infatti che animano l’oratorio e lo dimensionano secondo la loro allegria. A loro che vogliono iniziare un cammino di vita in allegria Don Bosco ha suggerito un sistema preventivo il quale è la carta magna di ogni ambiente educativo.

In quanto ambiente deve essere pulito, sano, sicuro, confortevole, bello/ attraente.

2. Per Don Bosco, l’oratorio è una casa che accoglie; una parrocchia che evangelizza; una scuola che avvia alla vita e un cortile per incontrarsi in allegria[1]

L’Oratorio è chiamato da don Bosco col nome di “CASA”

  • per il clima familiare che si respira,
  • per l’accoglienza aperta verso tutti coloro che condividono il progetto educativo pastorale
  • per il protagonismo che i giovani vivono in un ambiente che sentono “casa propria”
  • per il sostegno che si offre a chi fa fatica a portare avanti una casa.
Parrocchia che evangelizza
Bon Bosco dice che il suo Oratorio “è nato da un semplice catechismo e che il suo desiderio più grande consiste nell’incontrarci tutti in Paradiso”. Dunque, la finalità ultima di tutta la missione dell’Oratorio consista nel creare le condizioni più adatte per facilitare l’incontro di ogni ragazzo con Gesù e l’inserimento del giovane nella comunità cristiana. Le condizioni sono diverse: un ambiente in cui si respiri la presenza del Signore (clima di accoglienza, di servizio, di festa), una proposta graduale ed esplicita di fede per ogni fascia di età, un’attenta e qualificata celebrazione dei sacramenti, soprattutto dell’Eucarestia e della Riconciliazione, un’educazione alla preghiera personale ed individuale.

E il luogo nel quale ognuno ri-incontra il Cristo smarrito, che lo aiuta a riscoprire i valori veri della vita.

Scuola che avvia alla vita

Per crescere, una persona ha bisogno di spazi, di tempi e di esperienze; ha bisogno di persone coetanee con cui misurarsi, e adulti da cui prendere spunto; ha bisogno di mettersi alla prova, di accorgersi delle sue potenzialità, o meglio, dei doni che il Signore gli ha messo a disposizione. Ecco perché l’oratorio mette insieme il gioco e la fede, l’animazione e la riflessione, il protagonismo e la sequela di Gesù.

“L’Oratorio è scuola di servizio, dove si impara a lavorare generosamente per la comunità, per i piccoli, per i poveri. Ed è proprio il servizio, animato dalla preghiera, la via privilegiata per la nascita e la crescita di autentiche vocazioni al sacerdozio, alla vita consacrata e missionaria, come pure di robuste vocazioni laicali, coniugali e non, improntate alla dedizione di sé nel servizio verso gli altri. Mantenete sempre vivo questo spirito nel vostro Oratorio e nella vostra Società sportiva. Camminate sempre uniti, per essere “sale della terra e luce del mondo”.

Rafforzare le capacità di comunicazione, di relazione, di partecipazione, per cui ogni attività è vissuta, come luogo e mezzo di dialogo tra interessi e attese, domande e bisogni, ideali e risposte, anche se parziali;

Cortile per incontrarsi tra amici
Per don Bosco è impossibile pensare ad un oratorio senza cortile, senza uno spazio destinato al gioco. Così non si può pensare a un cortile senza ragazzi e, novità di don Bosco, senza Salesiani ed educatori in mezzo a loro. Il cortile è il luogo in cui l’educatore incontra i giovani informalmente; è l’ambiente in cui i ragazzi manifestano la loro indole e aprono il cuore. In un Oratorio il cortile è importante quanto un’aula di catechesi e diventa “ponte” per facilitare l’incontro tra i giovani e Gesù. Perché un cortile sia un ambiente significativo dal punto di vista dell’educatore deve essere uno spazio curato e ben gestito nella sua struttura, deve essere garantita la presenza costante degli educatori (l’assistenza), deve essere animato con tante proposte affinché il gioco e le varie attività siano in se stesse formatrici e inserite nel Progetto Educativo Pastorale. Non basta solo togliere i ragazzi dalla strada, è necessario, attraverso ciò che essi amano, orientarli verso tutto ciò che è buono, bello e vero anche nel divertimento e nello sport.

L’Oratorio ha la funzione e la sfida di permettere a tutti di sentirsi accolti e di condividere il progetto educativo di educare i ragazzi di qualunque nazionalità e religione a diventare persone autonome, libere, responsabili e solidali.

Il cortile, ambiente con il quale si intendono tutti gli spazi destinati al gioco e all’espressione dei ragazzi, ha delle proposte informali basate sull’aggregazione libera dei ragazzi e proposte formali e strutturate.

3. Le attività

Sono molte: TUTTI i ragazzi possono trovare in noi dei buoni amici e nelle nostre attività la loro realizzazione. La catechesi è molto curata, come voleva Don Bosco, la Liturgia è una festa attorno al Signore, e poi le l’animazione domenicale, per recuperare il senso del giorno della festa e del riposo: il Teatro, Danza, il Coro Polifonico, lo sport con le Polisportive Giovanili Salesiane (calcio, basket e volley), il Gruppo Formativo degli Animatori (per ragazzi più grandi), il Gruppo GMG che rivive e attua il messaggio missionario affidato dal Papa a Tor Vergata (agosto 2000), ma poi….i campeggi e i campi scuola per ragazzi di elementari e medie, la partecipazione alle attività ecclesiali e zonali salesiane….e chi vuole inventarsi qualcosa venga e proponga….la forza e il coraggio del nostro padre e maestro Don Bosco non si esaurisce mai!

4. Ruolo dei meno giovani

Per le persone meno giovani occorre dire che l’oratorio apre le porte anche a chi non può più fare 90 minuti di calcio. L‘anziano che entra all’oratorio deve essere giovane dentro e aiutare gli animatori e i salesiani a rendere il giovane protagonista, collaborando ad attualizzare il sistema preventivo con simpatia e spirito dei tempi, ma anche a mettere la propria competenza e disponibilità per qualsiasi necessità.

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