Via Crucis. con i ragazzi della Comunità Agora Marzo 2014



“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.” (Mt.16, 24) Nel suo patire e morire, dice Giovanni Paolo II, Cristo ci svela la verità su Dio e sull’uomo. Partecipare alla via crucis vuol dire avere una parte nella croce di Cristo, vuol dire sperimentare nello Spirito Santo, l’amore che la croce nasconde in sé e riconoscere alla luce di questo amore, la pro­pria croce, prenderla sulle proprie spalle e cammi­nare con la ferma certezza che al di là della soffe­renza e della morte c’è la Vita senza fine, che sca­turisce dal costato trafitto e dal sepolcro vuoto.Davanti al volto dell’uomo che soffre, c’è sempre il volto di Gesù. E, più guardi quello dell’uomo, più scopri che dietro c’è bisogno del suo volto. E più leggi il volto di Gesù, più senti che s’incarna oggi nelle mille sofferenze del nostro tempo, ma che Lui è già presente in ogni lacrima. Non la lascia però senza risposta. Ci guarda, ci osserva e l’asciuga. Questo è quello che abbiamo provato ieri nella Via Crucis con i ragazzi della Comunità AGORA che hanno voluto fermamente e con gioia partecipare attivamente alla Via Crucis. Noi insieme a loro ci siamo incamminati sul monte del Calvario, non ci ha fermato nè il cattivo tempo, nè le condizioni del terreno su cui camminavamo. E’ stata una bellissima e intensa via Crucis.

GRAZIE SIGNORE GESU’ PERCHE TU SEI SEMPRE CON NOI E CI GUIDI E CI SOSTIENI CON AMORE

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