Caritas – la storia



STORIA DELLA CARITAS PARROCCHIALE DI ZAFFERIA – STORIA DI DIO

Narrare le gesta del Signore significa lodarlo” Cassiano

Nella vita della comunità cristiana è necessario “fare memoria” per trasmettere i ricordi di carità e raccontare le storie d’amore ricevute e vissute .

Infatti condividere il senso del passato,le tradizioni e le vicende vissute ampliano gli orizzonti della nostra vita e ci spingono a rispondere adeguatamente alle richieste di cambiamento e di conversione per evitare quell’appiattimento sul presente che rende sterili i cuori impedendoci di crescere.

Nata nel ’94 la Caritas parrocchiale è, sorta per aiutare la comunità cristiana a vivere il precetto evangelico dell’amore e compiere gesti concreti di solidarietà , per questo sono nati il” cesto per i poveri “, il “centro ascolto delle esigenze “e le “adozioni a distanza

Per coloro che partecipano ai funerali il gesto del “fiore che non marcisce” è stato da sempre nella nostra parrocchia anche un segno verso chi maggiormente è nel bisogno.

Per la “la visita agli ammalati” se ne occupava soltanto il parroco, l’accolito e qualche persona di buona volontà; ora è un servizio svolto anche dal diacono, dai ministri straordinari dell’ Eucarestia affiancati da altre persone, e, nei periodi forti dell’anno liturgico, da alcuni giovani seguiti dalle rispettive catechiste.

In Avvento e Quaresima si è sempre in comunione con le iniziative proposte dalla “Caritas Diocesana”.

Il “cesto per i poveri “ (venne collocato entrando in chiesa a sinistra) ha sempre ricordato alla comunità che il sacramento dell’Eucarestia deve essere legato alla conversione personale e all’attenzione verso i fratelli più poveri. In esso la comunità è invitata a mettere( la domenica) generi di prima necessità (pasta, zucchero, olio, latte. pelati..) che vengono poi consegnati dalla caritas a famiglie bisognose della comunità.

Le” adozioni a distanza “sono segno concreto di un mondo più giusto e solidale. Dal 94 al 99 seguendo le proposte della caritas diocesana sono state fatte in gemellaggio con la diocesi di Dubrovinick in Croazia che ha pensato ai bambini e alle loro famiglie in difficoltà a causa della guerra. Dal 2OOO ad oggi le adozioni hanno attenzionato i bambini di due missioni comboniane in Etiopia e in Eritrea nelle città di Asmara e Adis Abeba dove viene portato avanti un programma di alfabetizzazione.

Abbiamo avuto anche la gioia di incontrare le suore missionarie della Consolata tramite suor Rubiela,       (originaria della Columbia) venuta tra noi diverse volte,invitata da p. Ettore,conosciuta da lui in Brasile. Un segno della nostra solidarietà e conversione venne inviato in Tanzania e alla loro missione in Somalia per emergenza cibo e medicinali dal 92 al 98.

Nel territorio della nostra parrocchia in contrada Fornaci è sorto il centro per malati mentali “Agorà” nel 99 con il quale la comunità cerca di porsi sempre in sinergia.

Il 6 dicembre giorno di S. Nicola si distribuisce il pane benedetto segno della carità di S. Nicola, che ci chiama a vivere gli uni per gli altri ad imitazione di Gesù Cristo, ciò che viene ricavato dall’offerta viene destinato per opere di carità.

Ogni anno dal 2001 l’ass. laica “progetto nuovo”(che ha lo scopo di recuperare i tossicodipendenti e curare il loro reinserimento sociale) ci propone di riflettere su questa dipendenza e sostenere il loro lavoro di aiutare questi ragazzi a riappropriarsi della vita..

Ognuno delle realtà vissute ha portato con se un volto , una storia che è entrato a far parte di questa nostra comunità arricchendola della loro presenza perché … eterno è il suo amore per noi.

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