Le Suore



La nostra comunità di Zafferia ha avuto una fioritura di vocazioni religiose fra queste ricordiamo:Suor Caterina Scimone

Cenni Biografici di Sr. Caterina Scimone Figlia di Maria Ausiliatrice

Zaffaria (ME) il 22/08/1903 – Barriera(Ct) il 26/05/ 1985

Non abbiamo notizie della sua infanzia e dei familiari, ne delle circostanze che determinarono la sua scelta religiosa. Carattere piuttosto chiuso, riservato, Sr. Caterina specialmente nell’ultimo periodo della sua vita, era aliena di confidenze del parlare di quanto la riguardava, solo in una lettera di archivio dell’incaricata ispettoriale per l’accettazione delle postulanti si apprende che “la Giovinetta Scimone Caterina di anni 19 è di ottima condotta, intelligente, riflessiva ed è figlia di persone onestissime e di condizione sociale operaia”. Sr. Caterina fece la professione religiosa ad Acireale (CT) a 21 anni, consapevole del dono ricevuto e responsabile per le scelte fatte.

Passò per le case dell’ispettoria con permanenze prolungate e con il ruolo preminente di maestra di musica. Il lavoro silenzioso e assiduo, la ricerca entusiasta della perfezione in ogni sua azione, resero Sr. Caterina qualche volta un po’ esigente e scomoda per quelle che condividevano le sue responsabilità. Tuttavia sono unanime le testimonianze riguardo alla squisitezza del tratto, la delicatezza nei rapporti umani.

Sapeva ricamare benissimo, aveva gusto e talento e riusciva particolarmente gradita a quanti, con occhio buono, la seguivano nelle sue attività apostoliche.

Amò le anime con zelo Salesiano, le sue preferenze erano per i piccoli, i poveri dell’oratorio della parrocchia e quando ebbe modo di espletare il suo apostolato, nel periodo bellico, presso la parrocchia di Alì Terme Superiore, dove parte della comunità di Alì Terme era sfollata.

Sr. Caterina si sentì pienamente realizzata, i canti, funzioni religiose decorosamente preparate, catechismo individuale a persone di una certa età, che non si erano mai accostati ai Sacramenti, visite ai poveri a domicilio, ai quali con molta disinvoltura e tanto amore, offriva i suoi servizi anche più umili. Era il periodo triste del pane razionato, dai bombardamenti aerei e Sr. Caterina, silenziosa e svelta passava per le viuzze del paesino, portando il dono del suo cuore generoso e la sera si diceva soddisfatta. Dopo lo sbarco in Sicilia degli alleati, Sr. Caterina ritornò con la Comunità nella casa di Alì Terme, ma il suo cuore rimase in quel paesino arroccato sulla montagna, che aveva vissuto un periodo di serenità per la bontà della sua suora, affermava il Parroco che la partenza di Sr. Caterina fu quasi un lutto cittadino. Trasferita a Nunziata, vi rimase per ben 29 anni, e li Sr. Caterina ritrovò, fra le bambine povere, particolarmente bisognose di assistenza e di affetto quell’ambiente congeniale alla sua indole buona e delicata. Amò e coltivò i fiori con passione, come fossero creature sensibili alle sue premure e i dissapori con quante le stavano accanto erano sempre motivati da qualche furtivo intervento nel suo giardino.

Gli scatti e le reazioni erano quasi incontrollati, ma poi tutte le volte, la sera, alla “buona notte” la buona Sr. Caterina sentiva il bisogno di chiedere scusa alla comunità per il cattivo esempio dato con la sua eccessiva emotività. Devotissima della Madonna, era felice di offrire alla Vergine i suoi fiori, assieme al Rosario, che fu il conforto più grande della sua esistenza, fino all’ultimo respiro. Passavano gli anni e a Sr. Caterina veniva meno con le forze fisiche, la lucidità delle sue facoltà mentali, e l’ineluttabile declino delle lunghe giornate terrene. Quanto è azzardato giudicare dalla apparenza una creatura che nell’arco della sua vita ha dato il meglio di sé e al tramonto ha solo spazi di lucidità, che le rendono più amaro il penoso quotidiano. I giorni trascorrevano tutti uguali per Sr. Caterina nella casa di Catania Barriera, silenziosa. Quasi assorta nel suo mondo interiore, si rianimava quando riceveva la visita delle superiore, che ella sempre amò con profondo senso di rispetto o quando, recitando il Rosario, spontaneamente intonava una lode alla Madonna. Quanti Rosari hanno sgranato le sue mani operose nel lungo periodo di forzata inoperosità! Nel mese di maggio, prima che le rose che Sr. Caterina aveva curato sfiorissero, venne dal Cielo la Vergine S. ad alleviare le sofferenze di una lunga agonia della sua fedele e devota per introdurla nella gloria di Dio.

Suor Maria Enrichetta

Cenni Biografici di Sr. Maria Enrichetta Suora delle Pie Discepole del Divin Maestro

Zaffaria (ME) il 7 febbraio del 1934 –  Palermo il 22 marzo del 1998

Morabito Domenica Agata, in seguito Suor Maria Enrichetta, nacque a Zaffaria il 7 febbraio del 1934, da Mario e Giuseppa Zaccone (già genitori di Giuseppa)

Nell’infanzia frequentò le scuole pubbliche di Zaffaria ed è proprio in questo periodo che comincia a fiorire la sua vocazione monastica subito rivelata alla persona a lei più cara: la madre. Il padre era in Africa recatosi per motivi di lavoro e trattenuto dallo scoppio del secondo conflitto mondiale che lo rese prigioniero per qualche anno.

Il 7 luglio del 1940, nella chiesa parrocchiale di Zaffaria, ricevette da P. Giacomo Mondello il Sacramento della Prima Comunione che le fece crescere lo zelo di servire sempre più da vicino Gesù.

Sospesi gli studi si adoperò totalmente alla preghiera e ai doveri di casa dedicandosi al cucito e al ricamo.

Ogni sera prima di andare a letto si prostrava per qualche ora dinnanzi l’altarino della Sacra Famiglia, che la madre teneva nella sua stanza da letto, e pregava.

All’età di 17 anni ricevette una richiesta di fidanzamento da parte di un ragazzo benestante alla quale rispose: “ più ricco del mio sposo non v’è nessuno!”.

Sempre a Zaffaria ricevette il Sacramento della Confermazione accompagnata dalla madrina Letteria La Speme.

All’arrivo del padre dalla prigionia dichiarò anche a lui la sua sempre più radicata vocazione. Egli un po’ contrariato all’inizio non approvò fino a quando all’età di 19 anni lasciò partire la figlia che si recava ad Alba per intraprendere il noviziato.

Il 25 marzo del 1956 si recò a Roma per prendere i voti ed entrare a far parte della grande famiglia delle Pie Discepole del Divin Maestro.

Fu mandata dai superiori in diversi conventi come Bari, Catania, Palermo.

Altrettante furono le sofferenze che sopportò con indescrivibile pazienza. Subì 7 interventi chirurgici.

Ogni anno ritornava ai luoghi di infanzia per trascorrere parte del mese di agosto, sempre attesa da nipoti e pronipoti con gioia grande.

Ritornò a Zaffaria il 2 dicembre del 1969 per le esequie del padre e a Tremestieri, dove risiedeva sua sorella che nel frattempo sposò Pietro Celeste, per le esequie della madre deceduta il 13 marzo del 1992.

Il 23 gennaio del 1997 ricevette la notizia dell’elezione a Superiora locale della Comunità di Torino, dove vi rimase circa un anno.

Al rientro dalle ultime vacanze di agosto scoprì di essere affetta da un tumore al pancreas che la costrinse a trasferirsi a Palermo per essere più vicina alla famiglia.

Qui nacque al cielo  dopo innumerevoli sofferenze la notte del 22 marzo del 1998 tra le braccia della madre superiora.

I funerali furono officiati dal Cardinale Pappalardo nella chiesa più vicina al convento di Palermo.

È sepolta presso il gran camposanto di Catania nella cappella delle Pie Discepole del Divin Maestro.

SUOR NICOLINA CENTORRINO

Nata a Zafferia il 28/07/1909 morta a Brindisi il 29/11/1966

Consacratasi Fra le figlie dello Spirito Santo e Divino Zelo con il nome di Suor Maria Dionisia

SUOR MARIA DOMENICA FRISONE

Nata a Zafferia contrada Cuba Consacrata fra le figlie di S. Paolo

SUOR AGATINA MORABITO

Nata a Zafferia Chiesa vecchia Cinsacratasi fra le Figlie di S. Paolo

SUOR PIETRONILLA SCIMONE

nata a Zafferia ctr S.Pietro Consacrata nel movimento di Chiara Lubic

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