PARROCCHIA



image007Il sito della Parrocchia di Zafferia è stato realizzato per coinvolgere e rendere partecipi tutti gli abitanti di Zafferia, anche coloro che risiedono altrove. Evidenzia la storia, i Santi, le tradizioni e la vita della nostra Parrocchia e del nostro paese riappropriandoci e scoprendo le radici del nostro territorio.

Zafferia (o Zaffaria) vista da Lucia Scopelliti

La parrocchia San. Nicolò di Bari in Zaffaria, negli ultimi anni ha subito un vera e propria “rivoluzione”, demografica e umanistica. L Il territorio è stato ancora una volta defraudato di tanto verde. I giardini di agrumi hanno ceduto il posto alle villette a schiera, ai  condomini, alle cooperative nei quali le famiglie gareggiano per renderli visivamente gradevoli ,arricchendoli con giardini pensili.  Tutto però è stato costruito con ” un urbanizzazione selvaggia” senza tenere conto innanzi tutto dell’uomo, con le conseguenze che si possono immaginare e che molte famiglie hanno vissuto sulla loro pelle.Il territorio di Zaffaria ha accolto dal 1960 ad oggi nuclei di famiglie, che sradicate dal loro ambiente è stata data una casa ma questo da solo non può risolvere quei problemi creatisi nel tempo. Percorrendo la S.S. 114 e svoltando seguendo la segnaletica “Zaffaria”, la strada conduce al centro del villaggio di  Zaffaria. Agli occhi del  visitatore si presentano le colline dei Peloritani, ai piedi di Dinnammare , lo Stretto di Messina. La valle è splendida con tutte le sue sfumature di verde, e in ottobre sfoggia l’abito con i colori più belli: gialli e verdi in tutte le tonalità. La natura si offre morbida come i fianchi di una donna, e timida come una fanciulla in sboccio. Appena 500 metri e si intravede il campanile della chiesa, che accoglie chi viene a visitare il paese o ritorna dal lavoro . Adesso le nuove costruzioni lo nascondono un po’. Una ripida salita conduce alla C.da Casciano. Un tempo la strada che conduceva a questa contrada, accoglieva con due grandissimi pini uno a destra e uno a sinistra, quando il tempo era cattivo e il vento soffiava di scirocco o di tramontana, passando a piedi incutevano paura col loro ondeggiare e fischiare più del vento, tutto intorno si coltivavano agrumeti e ortaggi, per questa strada si arrivava al forte e alla proprietà privata dove c’è il pino dalla grande chioma. Oggi la stessa strada nel suo percorso lascia a destra e sinistra villette e isolati, attraversa C.da Macchia ricongiungendosi con la strada principale, circa 500 metri più a monte. Così, completato un km, si può vedere sulla sinistra Villa Cianciafara, simbolo di un passato di nobiltà terriera, oggi la villa è stata riportata all’antico splendore da uno dei discendenti restituendo lustro e distinzione alla C.da Macchia/Cianciolo Più o meno allo stesso punto , ma sulla destra guardando in alto, troneggia con la sua lussureggiante chioma, un pino secolare, direi senza ombra di smentita, simbolo della contrada e riferimento geografico. Mano a mano che si percorre la strada si vedono i nuovi insediamenti che hanno stravolto la bellissima e morbida collina sulla quale campeggiano i resti di un forte militare, Forte Giolitti, uno dei forti a guardia dello Stretto di Messina. Nella memoria visiva di chi scrive , è chiara l’immagine di campi di grano, di distese di ulivi e in primavera una larga parte della collina si ricopriva di purpurei fiori di sulla.

LETTURE DEL GIORNO

IL SANTO DEL GIORNO