Veglia del giovedi Santo



Carissimi, siamo riuniti nel cenacolo della nostra comunità, in comunione profonda con tutta la Chiesa, che in questa sera ascolta di nuovo la parola del Padre al Figlio: «Tu sei l’amato». Per questa parola Gesù «ci amò sino alla fine». L’amore del Padre è per il Figlio, ma nel Figlio per tutti i «fratelli di Lui». In questa veglia noi, figli amati, accoglieremo la chiamata a divenire amati.

Diventare amati vuol dire accettare di essere pane nelle mani di Gesù: pane preso, benedetto, spezzato e dato. Questo è vivere da cristiani: diventare il pane per la vita del mondo; pane preso, benedetto, spezzato e dato. Questo è vivere pienamente da uomini, perché in ogni momento della vita, da qualche parte, in qualche modo, il prendere, il benedire, lo spezzare, il dare, sono eventi che accadono.

 

            Padre nostro,

insegnami ad avere incessantemente questo nome sulle labbra insieme a Gesù, in lui e grazie a lui, poiché poterlo dire è la mia più grande felicità.

Padre nostro, Padre nostro, possa io vivere e morire dicendo: “Padre Nostro”, e, con la mia riconoscenza, il mio amore, la mia obbedienza, essere davvero il tuo figlio fedele, un figlio che piaccia al tuo cuore. Amen.

(cf. Charles De Foucauld, Meditazione scritta a Roma il 23 gennaio 1897, mentre lasciava la Trappa per recarsi a Nazaret)

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