Chiesa Vecchia



Chiesa San Nicola di Bari – Antica parrocchiale

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Sorgeva su un poggio nel lato del torrente opposto a quello sul quale è l’abitato. Aveva tre navate ripartite da pilastri e arieggiava lo stile barocco del primo settecento, che è appunto il tempo nel quale fu costruita sull’area di un’altra chiesa, a navata unica, che era andata distrutta. Era ricca di opere d’arte, tra le quali sono particolarmente ricordate la tribuna affrescata dal Letterio Paladino (1691-1743), alcuni altari policromi riportati poi nella nuova parrocchiale, e le ricche decorazioni di stucchi, con cherubini e motivi vegetali, di cui resta ancora qualche testimonianza.

Distrutta dal sisma del 1908, di questa chiesa restano i ruderi, con un bel portale barocco arricchito di colonne tortili. Da esso è stata staccata la lapide che ricorda il privilegio dell’Anno Santo, ora murata all’entrata della nuova chiesa parrocchiale.

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Documentazione Storica

Le prime notizie documentali della chiesa vecchia si S. Nicolò di Bari, risalgono ad un documento del 1308 riportato da Pietro Sella in “Rationes Decimarum Italiane”. Di rito Greco ed officiata dai Brasiliani, subisce notevoli rimaneggiamenti nei secoli XVII e XVIII.

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Viene distrutta dal terremoto del 1908 espoliata ed abbandonata ad un lento ed inesorabile degrado.

Conservava gli unici affreschi di Letterio Paladino firmati e datati 1735 salvatisi a Messina dal terremoto del 1908, oggetto di una lunga ed intensa corrispondenza, rinvenuta in archivio, risalente agli anni ’20 e ’30 tra Regia Sovrintendenza ai Monumenti, il Corpo Reale del Genio Civile e numerosi altri Enti. Degli affreschi non rimane che qualche traccia nonostante i lodevoli propositi (mai concretizzati) di salvarli.

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Impianto originario ad unica navata, con navatelle aggiunte successivamente. La navata centrale è divisa da quella destra da archeggiati impostati su pilastri in mattoni, riccamente rivestiti da paramenti lapidei lavorati a scalpello e stucchi.

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Il pavimento originario era in cotto dello spessore di cm 4 di forma ottagonale con “tozzetti” quadrati, quello settecentesco con piastrelle in marmo bianco carrara e marmo biliemi.

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Bellissimo il portale barocco con colonne tortili e trabeazione che orna la facciata.

Presenza nei locali ipogei e cripte. Gli altari vennero smontati nel 1934 e ricollocati nella nuova chiesa di S. Nicolò. Particolarmente importante l’altare di S. Sofia con colonne tortili e rivestito con marmi policromi a disegni floreali.

Stato di conservazione

Con il terremoto del 1908 crolla il fianco meridionale della scatola muraria, ma restano intatte la facciata principale e la parte sommatale della torre campanaria.

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Il tempo e l’incuria in seguito, hanno causato in seguito il crollo di buona parte della facciata e del campanile. Nel 1992, a seguito di alcuni tentativi di

furto, sono stati eseguiti lavori di somma urgenza per il restauro del portale barocco diretti dall’Architetto Enrico Zaccone ed eseguiti dalla Ditta Tecnorestauri. Attualmente lo stato di degrado è generalizzato, accentuato ulteriormente dagli agenti meteorici e dalla vegetazione.

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Sopralluogo eseguito in data 2 agosto 2007 dall’Architetto Enrico Zaccone

Il giorno 2 agosto 2007 sul piazzale antistante la chiesa si è svolta una mostra convegno promossa dall’Associazione Jobel Zafferia.

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Dal sopralluogo effettuato per l’occasione, anche presente il parroco sac. Riccardo Cardullo, veniva rivevata la necessità di un urgente intervento di consolidamento dell’intera scatola muraria della chiesa e dei locali annessi, recupero di tutto il complesso architettonico-decorativo con ricostruzione del fianco meridionale e della copertura.

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