“Rendiamo più bello il Tempio di Dio”



Leggendo qua e là ho scoperto che i Siciliani sono il popolo che più di ogni altro ha il “culto” della casa.

Possedere una casa, renderla accogliente e poi mostrarla è un “dovere”, se poi il visitatore elogia il padrone di casa per il “sacrificio”, la “capacità, il “gusto”…… evviva!

Ma il Tempio dove tutti i giorni  (o qualche volta) ci appartiamo per incontrare il Padre nostro che è nei cieli, per Santificare il Suo nome . . . è la “Casa” dell’Amato e per l’amato si desiderano le cose più belle.

Certamente Dio chiede che siano belli il nostro cuore, la nostra anima e questo deve essere il nostro primo impegno, ma del Suo Tempio dobbiamo averne cura.

Alcune persone, gratuitamente, hanno pensato di fare qualcosa di bello e di concreto per la “chiesa” di Zaffaria a loro spese.

restauro del quadro Il Martirio di S. Sebastiano

Così qualcuno si è fatto carico per il restauro del quadro di San Sebastiano, opera di Letterio Paladino, che oggi ammiriamo in tutta la sua bellezza;

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la famiglia Visalli, in memoria del figlio Maurizio ha sostenuto le spese per il restauro della statua di San Rocco,

S.Rocco

donata alla parrocchia nel 1895 dalla famiglia Pandolfino;  restauro di s. rocco

un’ altra fedele, sapendo che il parroco aveva comprato un armadio per la sacrestia della chiesetta di Monalla, si è offerta di pagare l’acquisto, delle tovaglie per l’altare realizzate dalle signorine Leonardi, il ritorno di tre pianete da parte della famiglia Zaccone, il restauro dell’altare di S. Sofia in ricordo di una mamma.

Sono gesti d’amore e anche di sacrificio, apprezzati da tutta la comunità che vede in essi tanta generosità. Con questa nuova mentalità di ricordare i nostri cari e di rendere più bella la propria chiesa, tante altre cose aspettano di essere realizzate.

Intanto la vara del ’700 è già stata  restaurata , grazie al contributo della festa di Maria Odigitria,  bellissima con i suoi lavori lignei in argento.La nostra è stata sicuramente una parrocchia ricca di bei capolavori, negli arredi e nei paramenti sacri, questo dovuto anche al privilegio dell’ Anno Santo – essa, infatti veniva chiamata “Chiesa papale” – ma il tempo, soprattutto l’incuria e anche anni di ristrettezze economiche hanno consumato e fatto perdere tante cose.  La Chiesa, come casa di Dio va curata, pulita, abbellita e protetta come le nostre case.Confidando nel Signore, affidiamo agli uomini e alle donne di buona volontà e di buoni sentimenti – che  non sono mai mancati a Zaffaria – questi pensieri affinchè diventino concreti e perché insieme qualcosa sia sempre possibile!!!

IMG_7692restauro della crocifissione

Foto di Giovanni Broccio

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